​VENDEMMIA 2018: ANNATA D’ORO

​VENDEMMIA 2018: ANNATA D’ORO
 
Con il mese di ottobre, si è conclusa la vendemmia in tutte le regioni italiane. Un bilancio positivo che va oltre le più rosee aspettative di fine agosto e che porterà a una produzione di vini superiore alla campagna 2017, come rivelano i numeri di Assoenologi e del Ministero delle Politiche Agricole diffusi in questi giorni.

A Castello di Meleto la vendemmia è iniziata il 29 agosto per chiudersi il 17 ottobre.
Matteo Menicacci e Giovanni Farina, rispettivamente enologo e agronomo di Castello di Meleto, spiegano come a una stagione invernale regolare con importanti picchi di freddo sia seguita una primavera instabile con temperature incostanti e notevoli precipitazioni piovose. L’estate, ricca di piogge e qualche grandinata che ha danneggiato alcune zone di vigneto di Poggiarso e Moci, si è chiusa con temperature sopra la media, venti caldi ed escursioni termiche notte-giorno importanti: ciò ha consentito una piena maturazione delle uve e uno sviluppo completo delle migliori note aromatiche.

Di notevole qualità - spiega l’enologo Menicacci - le uve provenienti da tutto l’areale del Trebbio e le selezioni di S. Piero, Pozzo, Poggiarso Sud e Casi Alberello, che produrranno vini molto diversi tra loro, con struttura e personalità, e promettono ottime Riserve e Gran Selezione. Interessanti anche la Malvasia Nera di Camboi e i Cabernet Sauvignon, in particolare le uve di Casi Cannaio e S. Piero. Abbiamo, poi, raccolto anche il trebbiano selezionato a S. Piero e appeso in appassitoio per la produzione del vinsanto e le uve a bacca rossa, fatte appassire per la produzione del Governo”. Dai primi assaggi, i Merlot risultano essere molto strutturati e potenti; interessanti anche i vini prodotti dalle uve di Parabuio e Casi Cannaio, che confermano il potenziale qualitativo di queste due vigne.

Il 2018 - conclude Giovanni Farinaè un anno importante per Castello di Meleto, il primo della fase di conversione al biologico, che abbiamo fortemente voluto. Si tratta più che altro di una formalizzazione di quanto già fatto in azienda da anni, che certifica un’attenzione maggiore verso l’ambiente e un utilizzo di metodi di coltivazione non invasivi”.