Nel nome dell’Ape: un progetto ecosostenibile  per eleggere i custodi dell’ambiente

l'acacia chiama l'ape che ricama/ […]
Nasce un cantare d'uccello/
sconosciuto, un viavai d'alveare.
Mariangela Gualtieri
 
 
Nel momento difficile che tutti noi stiamo vivendo, la natura continua a fare il suo corso e rappresenta per noi una straordinaria certezza. Da pochi giorni è arrivata la primavera, momento perfetto per riscoprire una società matriarcale, quella delle api, molto importante per l’equilibrio ambientale e per la nostra salute. Proprio le api si pongono al centro di questo nuovo progetto di custodia Nel nome dell’Ape di Castello di Meleto e di Viticola Toscana, con l’obiettivo di triplicare l’esistenza di questi insetti nell’area nel prossimo periodo. Invitando soggetti privati e i propri soci ad adottare un’arnia, l’azienda si prefigge di favorire un più largo ritorno di questo prezioso insetto nel territorio di Gaiole in Chianti e limitrofi.
La tutela del luogo è uno degli aspetti peculiari su cui l’azienda fonda il proprio fare, cercando di spostare sempre un po’ oltre quelle che sono le aspirazioni aziendali legate alla lavorazione della materia, per un ritorno a metodi e pratiche in disuso, di mantenimento secondo un pensiero che intende tutelare l’uomo e il paesaggio. Per questa ragione lancia il progetto speciale Nel nome dell’Ape, titolo preso in prestito da Emily Dickinson.
In un momento delicato com’è quello odierno, in cui i fattori di rischio sono molteplici e la salute di tutti è messa a repentaglio, soprattutto quella di chi non dispone di difese sufficienti a superare importanti disagi, il progetto Nel nome dell’Ape coglie il desiderio di facilitare l’incremento delle api impollinatrici, che hanno appunto una ricaduta positiva sulle difese immunitarie dell’uomo. L’opportunità dell’affido a tempo di un alveare vuole promuovere un messaggio attuale secondo una direzione precisa: da un lato ritornare alle buone pratiche di riequilibrio necessarie anche per l’educazione ambientale di ciascuno; dall’altro coltivare una consapevolezza nella cittadinanza e costruire un futuro di conservazione. Per chi deciderà di divenire custode di un’arnia consentirà di farla crescere e sviluppare; in questo modo ne avrà cura a distanza e sarà coinvolto nella crescita passo dopo passo.
Su ogni arnia presa in custodia con una donazione di 250 euro, sarà apposto il nome dell’investitore e, dalla produzione di ciascun loco, saranno estratti 2 kg per 5 anni di affido, per un totale di 10kg.
Le 20 arnie della proprietà forniscono infatti un miele biologico di qualità ed è nelle intenzioni prossime triplicare le famiglie, al fine di sostenere la biodiversità del territorio e di un patrimonio globale a sviluppo ecosostenibile.
 
L’iniziativa si inserisce in uno scenario di rinnovata attenzione. Dopo un decennio trascorso a verificare i residui di un impatto ambientale nocivo a livello globale, con strascichi che provenivano sin dagli anni Cinquanta del Novecento – come ha rivelato un articolo apparso sul Sole24Ore nel 2013 – dal 2018 l’Unione Europea ha decretato lo stop all’utilizzo di pesticidi neonicotinoidi, che stavano decimando il patrimonio apicolo dei paesi membri. Ancora dal 2018, il 20 maggio, è stata proclamata la Giornata mondiale delle api, al fine di ripristinare un habitat consono alla vita di questi insetti.
Da alcuni anni l’attenzione rivolta all’apis mellifera e all’apis cerana – che possono essere allevate dall’uomo – ha permesso di rivalutare anche in Italia la produzione di miele di varia qualità e di altri prodotti quali polline, propoli e pappa reale molto diffusi nell’utilizzo. Non soltanto: secondo un recente intervento del Consorzio Nazionale Apicoltori Conapi “le api salveranno il mondo” dal momento che l’impollinazione è strettamente legata alla produzione di frutta e verdura, e 70 specie vegetali su 100 dipendono dall’azione fondamentale delle api.