IL DEBUTTO DI VIGNA POGGIARSO 2016

Anteprime Toscane - Chianti Classico Collection 11-12 febbraio 2019, Firenze - Stazione Leopolda

IL DEBUTTO DI VIGNA POGGIARSO 2016, LA NUOVA RISERVA DI CASTELLO DI MELETO
 
Anche quest’anno Castello di Meleto non perde l’appuntamento con le Anteprime Toscane e propone in degustazione accanto a Vigna Casi 2016, il Chianti Classico Riserva prodotto dalle uve del migliore vigneto del podere Meleto, e all’annata 2017 2018 del Meleto Chianti Classico, una novità: il Vigna Poggiarso Chianti Classico Riserva 2016. 

Le uve provengono dal vigneto Poggiarso, tra le unità poderali più aride e fredde della proprietà di Castello di Meleto, dove le pendenze sono importanti e l’altitudine sfiora i 530 metri s.l.m. Qui, il sangiovese trova condizioni climatiche estreme, che determinano una scarsa produzione, ma un’alta qualità dei vini. In particolare, è notevole lo sviluppo dei profumi grazie alle forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, soprattutto nei periodi estivi. Il terreno è argilloso con grandi quantità di scheletro composto da alberese e galestro, che conferiscono struttura e complessità.

La nuova Riserva si inserisce in un progetto ambizioso di valorizzazione delle microzone di proprietà, iniziato nel 2015, che deve molto al lavoro impostato dall’agronomo Giovanni Farina e dall’enologo Matteo Menicacci. Con un’estensione maggiore di 1000 ettari di cui circa 160 a vigneto, situati in diverse condizioni di suolo, pendenza, esposizione e microclima nel comune di Gaiole in Chianti, l’azienda sta percorrendo un lungo lavoro di selezione, individuando le vigne dove il Sangiovese si esprime al meglio: una vera e propria collezione di produzioni che esprimono il carattere di ogni specifico vigneto. La produzione vinicola di Castello di Meleto, ottenuta da una vendemmia quasi totalmente manuale, permette di eseguire un’accurata selezione di grappoli già a partire dalla raccolta in vigna.

Per quanto riguarda le altre annate, mentre il 2016 è stato fresco e caratterizzato da maggiori precipitazioni, il 2017 è stato un anno difficile con rischio gelate nei primi mesi: la bassa produzione per il sangiovese si è compensata con una buona acidità e molta struttura, promettendo un’evoluzione prolungata in bottiglia e vini complessi. Nel 2018, a una stagione invernale regolare con importanti picchi di freddo, è seguita una primavera instabile con temperature incostanti e notevoli precipitazioni piovose, anche in estate, che si è chiusa con temperature sopra la media, venti caldi ed escursioni termiche notte-giorno importanti. Ciò ha consentito una piena maturazione delle uve e uno sviluppo completo delle migliori note aromatiche.