Le dolci colline del Chianti Classico
Non si può parlare del Castello di Meleto senza parlare di Chianti Classico, un territorio non molto esteso ma ricchissimo dal punto di vista naturalistico, prezioso sotto il profilo storico-artistico, generoso per la sua enogastronomia e affascinante nella sua varietà.

Terra di nobili e di contadini, di mercanti e di cavalieri, il Chianti è stato luogo di scontri epici e fitte trame politiche, ritagliandosi da sempre un ruolo decisivo nello scacchiere toscano. Un territorio in cui il vino fa parte della storia, diventandone il protagonista. Era, infatti, il 1716 quando il Granduca di Toscana Cosimo III fissò in un bando i confini della zona di produzione del Chianti, area compresa tra le città di Firenze e Siena in cui nasceva l’omonimo vino, che già allora riscuoteva grande successo. Sotto il profilo storico, il nome Chianti dovrebbe quindi attribuirsi solo ai comuni di Gaiole, Radda e Castellina, cioè ai territori che componevano l'antica "Lega militare fiorentina del Chianti" che aveva per emblema il Gallo Nero.
 
All’inizio del XX secolo la notorietà del vino Chianti aumentava di anno in anno e il territorio di produzione non riusciva più a soddisfare la crescente richiesta. Si iniziò così a produrre vino al di fuori della zona storica, chiamandolo ugualmente “Chianti” o “vino prodotto all’uso del Chianti”.

Fu così che, nel 1924, i suoi produttori fondarono il “Consorzio per la difesa del vino tipico del Chianti e della sua marca d’origine” per tutelarne la produzione. Il simbolo scelto fu il Gallo Nero, storico emblema dell’antica Lega Militare, riprodotto anche da Giorgio Vasari nella sua “Allegoria del Chianti” sul soffitto del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.

Con l'introduzione nel 1932 della Denominazione di Origine, la dicitura Chianti Classico è stata estesa ai territori fiorentini di San Casciano e Tavarnelle Val di Pesa, Greve parte di Barberino Val d'Elsa, oltre ai comuni senesi di Castelnuovo Berardenga e Poggibonsi. Solamente i vini prodotti in questi comuni possono oggi fregiarsi del nome "Chianti Classico" e sono contrassegnati dalla celebre etichetta Gallo Nero, i cui oltre 7.000 ettari di vigneti iscritti all’Albo della DOCG la rendono una delle più importanti denominazioni d’Italia.
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